TRAFFICKING OF THE CHILDREN IN ITALY

TRATTA DEI BAMBINI IN ITALIA - DIRITTI CALPESTATI DEI BAMBINI - Noi viviamo in un mondo nel quale le persone che dovrebbero tutelare i bambini: genitori, assistenti sociali, rappresentanti delle forze dell'ordine, volontari, insegnanti, giudici, psichiatri, affidatari, famiglie adottive.... molto spesso sono in realtà i loro carnefici. Fin'oggi i bambini si valutano come oggetti inanimati tramite quali gli adulti ottengono per loro stessi dei vantaggi vari, dai vantaggi psicologici ai profitti materiali. Bambini abusati non hanno un posto dove chiedere aiuto o ricevere sostegno e protezione: rivolgendonsi nelle strutture previste dallo Stato i bambini vanno finire dal male in peggio, dalla padella nella brace. Bambini detenuti (molto spesso illegalmente) nelle case famiglia/strutture protette/centri sociali/case di accoglienza/strutture idonei/monasteri - cioè nei carceri con gli attributi intimidatori, in mezzo agli adulti con più varia problematica sociale compreso le malattie mentali, sotto il potere del personale non laureato e molto spesso violento e non idoneo, e bambini affidati/adottati ai terzi tramite processi illegali e abusivi non hanno assistenza di un avvocato e non hanno accesso ad un psicologo/psichiatra, non hanno con chi parlare e a chi raccontare delle sevizie e delle violenze subite, possono scomparire senza lasciare una traccia, la loro identità può essere illegalmente cambiata. Il sistema di affidamenti/adozioni italiano rappresenta una tratta dei bambini ben organizzata. I bambini sono gli schiavi di oggi, la merce, le vittime senza diritto di parola. Invece, sulla carta la legge - che è molto giusta e molto buona - li tutela molto bene... però nessuno osserva questa legge.

Chi sono

Utente: BabenkoOlgaGena
Nome: Babenko Olga Gennadievna
Sono una cittadina straniera – una di quei pochi stranieri arrivati in Italia con un regolare permesso d’ingresso e senza intenzione di delinquere. Ero venuta in Italia affascinata dall’arte antica e dallo spirito della storia, dall’incantevole natura e dalla ricchissima cultura. Avevo programmato di aprire un’attività imprenditoriale in proprio: una fabbrica di produzione delle colonnine e degli altri oggetti in polvere di marmo di Carrara e dai sassi di Volterra, il che avrebbe creato i posti di lavoro e contribuito anche allo sviluppo economico locale. Avevo dei bei progetti per il futuro. I miei proggetti non ho potuto realizzare, in quanto sono stata colpita dalla criminalità organizzata italiana. Col termine “criminalità organizzata” noi immaginiamo un gruppo di persone di brutta presenza e basso livello culturale, che compiono i reati crudeli più disparati essendo uniti in gruppi e essendo guidati da un capo. In realtà non è così. Mi ero sempre interessata della sociologia, della psicologia, della cultura e dello scambio culturale internazionale - per questo dal momento, quando sono stata colpita dalla criminalità italiana, ho cominciato a studiarla. La vera criminalità organizzata ci aspetta laddove noi meno ce l’aspettiamo, laddove non possiamo nemmeno immaginare, nelle situazioni incredibili ed inverosimili. Un rappresentante della criminalità organizzata di solito ha un buon inserimento sociale, ha un posto di lavoro statale o parastatale, ha degli appoggi altolocati e gode della totale impunità per i reati compiuti nel caso se fosse querelato: grazie agli appoggi gli indagini vanno regolarmente insabbiate, il denunciato non viene nemmeno iscritto sul registro degli indagati, sia Giudici sia Pubblici Ministeri si rifiutano di sentire i testimoni, di valutare le prove e mandano velocemente le pratiche in archiviazione – purtroppo, questo è la vera criminalità organizzata... *** Sto scrivendo un libro basato sulle testimonianze delle vittime degli abusi di potere da parte dei Pubblici ufficiali, rappresentanti delle Forze dell'ordine, giudici, religiosi e politici italiani. Sto anche elaborando un progetto delle modifiche alle attuali leggi italiane per fermare orrenda, disumana e vergognosa tratta dei bambini, sussistente in Italia. Benvenute ulteriori testimonianze e/o collaborazioni! *** *** *** *** Sono segretaria dell’associazione “Vittime senza diritti” (sede di Chiavari) dedicata ai bambini vittime dei giudici, dei servizi sociali e del personale degli istituti. Mio indirizzo e-mail per contatti: olgababenko@yahoo.it, tel.: 3402741271 (SOLO GIORNI LAVORATIVI 9.00-12.30 e 15.30-17.00, consulenze solo mercoledì) *** *** *** *** *** *** ATTENZIONE! IL BLOG è STATO MANOMESSO DAI CRIMINALI! STO PROVVEDENDO A VERIFICARE I DANNI CAUSATI (aggiunto il 18/04/2009)

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    lunedì, 01 ottobre 2007

    Articolo di Fausto Paesani del Comitato di Genitori dei figli sequestrati

     Articolo di Fausto Paesani del Comitato dei Genitori dei figli sequestrati sulla tematica degli affidamenti dei bambini agli istituti e sui giri economici introno agli questi affidamenti pubblicato su "Gazzettino on line" il quitidiano di nord-est (visibile sul sito dell'associazione http://xoomer.alice.it/geni_e_figli/ ).

     31 Agosto 2004

    Famiglie indigenti e affidamenti

    Lo "strano" degli affidi dei figli di famiglie indigenti agli istituti di accoglienza. Occorre innanzitutto precisare che, a seguito dell'interessamento del Tribunale per i minorenni, gli assistenti sociali dei Comuni o dei Consultori familiari delle Aziende sanitarie vengono incaricati di redigere una o più relazioni sullo stato di vita di alcuni nuclei familiari nei quali vi sono minori in possibili situazioni problematiche.

    Tralasciando, in questo momento, qualsiasi commento sull'operato di alcuni di questi assistenti sociali, ovvero sulle loro relazioni scritte, vorrei soffermarmi sui casi in cui il Tribunale per i minorenni dispone di affidare un figlio a un istituto di accoglienza.

    Occorre ricordare che nei Tribunali per i minorenni italiani non è assolutamente permesso il contraddittorio, dove il coinvolto avrebbe la possibilità di difendersi da qualsiasi accusa, contrariamente a quanto invece accade nei tribunali civili italiani e in quelli di tutte le altre nazioni definite "democratiche".

    Tornando quindi al caso in cui il Tribunale per i minorenni dispone di togliere il bambino al suo nucleo familiare d'origine e di affidarlo a un istituto di accoglienza, occorre sapere che questi istituti di accoglienza per il 90\% dei casi sono onlus, ovvero senza scopo di lucro e, quindi, con un diverso trattamento fiscale, e percepiscono dal Comune di residenza dei bambini affidati cifre mensili che raggiungono anche i 3mila o 3mila e cento euro per ogni bambino ospitato.

    La domanda che allora ci sorge spontanea è la seguente: se in Italia una famiglia media guadagna 1.500 euro al mese, una indigente è sicuramente al disotto di tale cifra e quindi, nei casi in cui all'interno del nucleo familiare si verifichino situazioni problematiche determinate nel 99\% dei casi proprio dall'indigenza (sporcizia dei vestiti dei figli, mancanza del necessario per frequentare la scuola dell'obbligo, casi di nervosismo tra i coniugi perché le loro preoccupazioni sono eccessive a causa della loro condizione, ecc.), proprio in questi casi il Tribunale per i minorenni, tramite gli assistenti sociali, dovrebbe avere una particolare attenzione, ovvero non togliere i figli a questi nuclei, ma attraverso gli assistenti sociali favorire una integrazione economica che porti questi nuclei familiari a livelli di vita accettabili.

    Questo in Italia non viene assolutamente fatto. Ci troviamo di fronte a bambini letteralmente "strappati" dai loro nuclei familiari d'origine, in maniera repentina, senza che i loro familiari abbiano la possibilità di spiegare e di difendersi da qualsiasi accusa, solo perché i bambini sono stati coinvolti in situazioni problematiche legate principalmente a stati di nervosismo tra i coniugi, magari preoccupati dalla loro situazione economica.

    Ecco che gli stessi bambini vengono "affidati", ovvero rinchiusi, non si sa per quanti anni e in quali condizioni di trattamento, in istituti di accoglienza alla bella cifra mensile di tremila euro e più per ognuno.

    Allora non era meglio lasciarli dove si trovavano e aiutare l'intero nucleo familiare con cifre molto più modeste, ovvero quelle della media delle famiglie di operai italiani di 1.500 euro al mese?

    Certo che, dopo questa eventualità, gli assistenti sociali dovrebbero impegnarsi a controllare l'andamento del nucleo familiare aiutato, e soltanto nel caso in cui le problematiche non fossero state risolte, relazionare negativamente al Tribunale per i minorenni.

    Perché in Italia invece si passa subito alla fase finale? Perché in Italia un bambino affidato rimane anni interi negli istituti suddetti? Chi ci guadagna? Di sicuro non il bambino e il suo nucleo familiare d'origine! Provi il lettore a darsi una risposta.

    Fausto Paesani

    Ge.Fi.S. - Comitato Genitori di Figli Sequestrati


    Commenti
    #1   06 Giugno 2008 - 17:53
     
    Grazie alle relazioni mistificatorie delle assistenti sociali, il Tribunale dei minori senza una sentenza ne un contradditorio, ci ha deliberatamente sequestrato le figliole condannandole al carcere preventivo in una "casa Lager ONLUS", permettendoci di vederle ogni 15 giorni!
    Un business fatto sulla pelle dell'nfanzia rubata ed istituzionalizzata.
    robertoviglio@tiscali.it
    utente anonimo

    #2   21 Giugno 2008 - 23:13
     
    E' successo tutto all'improvviso, dopo aver ricevuto qualche giorno prima un telegramma da parte del Servizio Sociale della Famiglia, dove ci invitata a presentarci ad un colloquio (28/05/'08) con l'Assistente Sociale per fini famigliari. L' Assistente Sociale tal Celi con modi da Pubblico Ministero, mentre leggeva il provvedimento del Tribunale dei Minori - condito da relazioni mistificatorie nei nostri confronti - ci informava dell'entrata in vigore il 1° luglio 2007 della Legge 149/2001 e pertanto dovevamo urgentemente andare a prendere - col pianto nel cuore - le nostre figliole che al momento si trovavano una a scuola e l'altra al nido, per consegnarle all'Assistente di cui sopra, ai fini di collocarle, recita il provvedimento, "in idoneo contesto comunitario di tipo famigliare". Non si capisce il perchè di tutta questa urgenza! E' UNA FOLLIA! Neanche se fossimo dei genitori depravati e indegni di allevare i nostri figli. E' mai possibile che il Tribunale dei Minori, senza un contradditorio ne una sentenza, possa ad una fase cisì finale, emettendo un provvedimento del genere che si basa solo ed esclusivamente su relazioni menzognere nei nostri confronti, se non totalmente calunniose nei miei, dove mi dipingono come un beota. E' assurdo: se bevo qualche aperitivo e un goccio di vino a pasto non mi sembra di entrare nella categoria degli alcolisti. Mia moglie nonostante il suo problema saltuario depressivo (controllato da terapia prescritta dal medico), ha sempre accudito la propria prole cercando di trasmettere quel calore genitoriale dovuto, che le nostre figliole ci riconoscono bene.

    E' UNA STORIA CHE HA DELL'ASSURDO

    robertoviglio@tiscali.it

    Segue su: http://members.libreopinion.com/it/aiutobambini/commento1.htm
    utente anonimo

    Commenti